Caricamento
IUSINTECH
  • Home
  • Cosa Facciamo
  • Chi Siamo
  • Team
  • Blog
  • Evento Cloud Planet
  • Press Room
  • Eventi
  • Advisory Board
  • Contatti
  • –
  • English
  • Menu Menu
  • LinkedIn
  • Twitter
  • Youtube

Accettazione sociale dei robot umanoidi

Avv. Paola Belloli

3 Maggio 2020

1. Il background tecnologico: robotica e Artificial Intelligence

La robotica [robotics] è un settore in grande espansione ed è considerato tra i fattori che più rivoluzioneranno la società nei prossimi 15-20 anni. I robot cognitivi sono già una realtà.

(i) Un robot cognitivo [cognitive robot] è una macchina autonoma, che sfrutta processi analoghi ai processi cognitivi del cervello umano. Ha la capacità di ragionamento (processo di modifica della conoscenza di base attraverso la manipolazione logica delle conoscenze disponibili); ha la capacità di pianificazione (calcolo e selezione delle attività, procedure per il comportamento predeterminato del robot) e di apprendimento (processo di modifica delle conoscenze di base del robot attraverso l’interazione con l’ambiente e con le persone. Questa interazione produce un cambiamento persistente nel comportamento del robot). (Vedi: Suggestion for a green paper on legal issues in robotics, Christophe Leroux, Roberto Labruto, 2012).

(ii) Un robot evolutivo [evolutionary robots] è, invece, una macchina costruita secondo una metodologia che utilizza il calcolo evolutivo e un approccio ispirato al principio darwiniano della riproduzione selettiva del più adatto. È dotato di reti neurali (modellate sulle strutture cerebrali e sui procedimenti di apprendimento umani), algoritmi genetici evolutivi, sistemi dinamici e tecnologia bio-morfa (biomorfical engineering). I robot evolutivi sviluppano le loro abilità autonomamente, senza, o con limitato, intervento umano, interagendo con l’ambiente fisico e sociale.

(iii) I robot sociali [social robot] sono “agenti rappresentanti che fanno parte di un gruppo eterogeneo di robot e esseri umani. Sono in grado di riconoscersi l’un l’altro e di impegnarsi in interazioni sociali, di comunicare e imparare gli uni dagli altri; possiedono una loro storia, e quindi sono in grado di percepire e interpretare il mondo in termini di propria esperienza”. (Vedi: Experiments in learning by imitation – grounding and use of communication in robotic agents, Billard A., K. Dautenhahn, 1999).

1.2. Si ritiene comunemente che l’interazione con l’ambiente richieda che i robot siano dotati di una sorta di ‘corpo’ attraverso il quale sfruttare le opportunità della loro natura fisica situata in uno spazio, ma vedremo più avanti che non è così.

1.3. La tecnologia cloud computing permette, poi, di superare i limiti di un singolo, anche se sofisticato, robot che lavora da solo. Infatti, è oggi possibile creare un team di robot che lavorino insieme (la cosiddetta cloud robotics), aumentando nettamente le loro prestazioni. Inoltre, l’Internet delle cose (Internet of Things – IOT), permette agli oggetti di riconoscersi tra loro e di accrescere le loro abilità grazie alla possibilità di scambiarsi le rispettive informazioni ed esperienza. L’Internet of Things assicura – a un primo livello – l’identità e la sovrapponibilità del mondo digitale con il mondo fisico.

1.4. Si aggiunga che nel 2013 due importanti progetti hanno cambiato il panorama delle neuroscienze. Si tratta del Human Brain Project (HBP) , un progetto pilota della Unione Europea, e dell’iniziativa BRAIN negli Stati Uniti. Il Human Brain Project è estremamente ambizioso e mira a convogliare gli sforzi della collaborazione globale per comprendere il funzionamento del cervello umano sia per curarne le patologie, sia per emulare la sua capacità di calcolo. Secondo Idan Segev:

[…] one major purpose of the Human Brain Project is to collate information about the brain from various advanced research approaches and make it possible to build models of brain activity through the use of powerful supercomputers. This will enable the attainment of a deeper understanding of the brain and its illnesses, and at the same time make possible development of powerful computer technologies and brain-driven robotics. (Segev 2013, p.1).

Il progetto europeo è una chiara dimostrazione dell’eccezionale convergenza, in questi anni, tra neuroscienze cognitive, robotica, sistemi intelligenti e Ambient Intelligence. L’impatto di questa convergenza sulla società è sempre più importante e riguarda l’organizzazione della produzione, dei mercati, compreso quello del lavoro, dell’attività di ricerca e delle relazioni sociali in senso ampio. Questo impatto ha determinato l’emergere di un nuovo settore di studi giuridici, che vale la pena approfondire e di cui mi occuperò nel paragrafo 5. È però importante evidenziare che le persone mostrano non poche resistenze ad accettare questi robot con aspetto e capacità cognitive tanto simili a quelle umane. Infatti, la relazione con robot dalle capacità umane è molto complessa e coinvolge paure profonde, a volte inconsce, analizzate, tra l’altro, da Sigmund Freud nel saggio Il Perturbante (Das Unheimliche) del 1919.

2. La difficoltà di accettare macchine dall’aspetto umano (human-like)

Abbiamo visto che, quando si parla di macchine con caratteristiche umane, non si intendono solo quelle con un aspetto fisico umanoide, ma anche (e soprattutto) quelle con capacità intellettive umane, come i Sistemi Operativi (Operative Systems), o altre entità che hanno un alto livello di Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligenge, A.I.).

L’obiettivo della robotica è di introdurre sempre più i robot nella nostra società. Essi assisteranno gli esseri umani in un numero sempre maggiore di attività tra le più varie. Consideriamo, ad esempio, l’aspetto della salute: il rapido invecchiamento della popolazione in molti paesi determina una crescente domanda di assistenza, che preme sui servizi sanitari. I robot possono aiutare le persone a rimanere in buona salute, al sicuro nelle proprie case, a costi relativamente bassi e certamente inferiori rispetto all’assistenza ospedaliera o al personale paramedico umano. Tuttavia, nonostante l’alta domanda di dispositivi di assistenza e l’efficienza di alcuni robot sanitari, questi non hanno avuto sinora una diffusione significativa, sicuramente per motivi economici (spesso sono macchine costose), ma anche perché l’accettazione sociale di macchine con caratteristiche umane (sia fisiche, sia cognitive), non è facile. La difficoltà poi aumenta se si considera che gli androidi sono i tipi di robot più studiati per l’assistenza agli anziani, ma questa categoria di persone è, per definizione, più lontana, per cultura, dal mondo tecnologico.

Molti sono oramai gli androidi costruiti nel mondo: i più noti sono, per esempio, iCub sviluppato all’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) di Genova; l’androide di Leonardo da Vinci e Saya realizzati in Giappone ; Kismet, realizzato al MIT (Massachusetts Institute of Technology) negli Stati Uniti, che suscitano grandissima sorpresa e stupore, oltre che ammirazione, in chi vi entra in contatto.

Oltre agli androidi e ai cosiddetti robot di servizio, altre macchine e sistemi intelligenti (esoscheletri e robot chirurgici) verranno sempre più destinati a entrare in contatto diretto con il corpo umano e con la loro dimensione sociale, dando così vita a un mondo in cui gli esseri umani e le macchine saranno in stretta connessione. È dunque importante domandarsi in che modo e con quale livello di gradimento i robot occuperanno lo spazio sociale umano. Il loro successo, infatti, dipenderà dalla loro accettazione da parte nostra e perché siano accettati da noi umani è necessario che abbiano alcune caratteristiche: devono essere sufficientemente semplici da utilizzare e in grado di dare comfort fisico, cognitivo e soprattutto emotivo.

Ma, che cosa s’intende per comfort cognitivo e emotivo? Certamente l’interazione tra umani e robot avrà effetti talvolta perturbanti, come intuito da Masahiro Mori, nel suo Uncanny Valley del 1970, riprendendo il termine della sensazione studiata da Freud nel citato saggio Das Unheimlich.
Le nuove entità intelligenti stanno entrando poi nella sfera del diritto, e lo stanno modificando. Recenti studi hanno tuttavia dimostrato l’importante ruolo che assumono le emozioni nel diritto e nei processi decisionali. Potranno quindi i sistemi intelligenti diventare operatori del diritto e sostituirsi agli avvocati o addirittura ai giudici? Certamente in piccola parte si, anche se ovviamente mai del tutto, almeno fino a quando i robot non proveranno sentimenti e non saranno dotati di coscienza e volontà.

Estratto da: Il perturbante (Das Unheimliche). Da Freud ai sistemi intelligenti, in: “Rivista Internazionale di Filosofia del Diritto” 4, 2018.

by Avv. Paola Belloli

Ultimi Articoli

  • Collaborazione Uomo-Intelligenza Artificiale: come funzionano i sistemi ibridi e perché sono il futuro 7 Aprile 2026
  • Se l’Europa insegue l’innovazione, ne guida però anche il percorso giuridico: gli Stati Uniti e la proposta del Trump America AI Act 26 Marzo 2026
  • La governance collaborativa come scelta strategica 19 Marzo 2026
  • La provenienza dei dati e i nuovi criteri di responsabilità condivisa 19 Marzo 2026
  • Governare i dati per liberare l’innovazione: perché la data-governance è il motore silenzioso del progresso tecnologico nelle aziende IT 19 Marzo 2026
  • La governance collaborativa come scelta strategica 2 Marzo 2026
  • Il contratto di Cloud Computing: dati, diritto, nuove tutele. 3 Aprile 2022
  • LH ROMA LEX DRINK COOK YOUR COOKIES 9 Dicembre 2021
  • LEGAL INNOVATION CONFERENCE RAFFAELLA AGHEMO 26 Novembre 2021
  • CLOUDPLANET 23 Novembre 2021

  • LinkedIn
  • Twitter
  • Youtube

Ultimi articoli del blog

  • SERVIZI CLOUD E LOGICHE AS A SERVICE – Verso una più equa distribuzione del rischio contrattuale e nuove tutele30 Aprile 2021 - 11:13
  • Report del Parlamento Europeo del 5 ottobre su AI liabilityReport del Parlamento Europeo del 5 Ottobre su AI Liability10 Ottobre 2020 - 18:20
  • Collaborazione Uomo-Intelligenza Artificiale: come funzionano i sistemi ibridi e perché sono il futuro7 Aprile 2026 - 19:36
  • gli Stati Uniti si uniformano al disegno regolatorio europeo ed emanano il Trump America Ai ActSe l’Europa insegue l’innovazione, ne guida però anche il percorso giuridico: gli Stati Uniti e la proposta del Trump America AI Act26 Marzo 2026 - 19:10
  • GOVERNANCE COLLABORATIVALa governance collaborativa come scelta strategica19 Marzo 2026 - 19:29

Dove Siamo

Iusintech
Via Vincenzo Bellini, 10
20122 Milano (Italia)


Email: hello@iusintech.com
Telefono: +39.02.799.991

IUSINTECH © - P.I. 11807170151 | R&D Demoweb.it
  • LinkedIn
  • Twitter
  • Youtube
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
Scorrere verso l’alto
COOKIES UTILIZZATI
Utilizziamo solo cookie tecnici, per l’ottimale funzionamento del sito e della navigazione dell’utente. 

We use technical cookies for the sole purpose of ensuring a better functioning website. 

ImpostazioniOK
Privacy & Cookies Policy

COOKIES UTILIZZATI

 

Read More
Necessary
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito Web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono funzionalità di base e funzionalità di sicurezza del sito web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.

Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
ACCETTA E SALVA